*°Il pc e Vania - un' intrepida storia d'amore°*

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Capitolo 2-le parole che non ti farò dire
view post Posted on 1/9/2008, 15:49.Citazione.
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Capitolo 2-le parole che non ti farò dire



Piccola Vania___non ti permetterò più di vedere quell’uomo.



Vania si era appena alzata. E subito notò qualcosa di anomalo.
*ho dimenticato di chiudere il computer ieri?* pensò sbadigliando.
“intanto questo catorcio non funziona” disse mentre si alzava e si dirigeva verso il bagno.

Appena tornata dal bagno, Vania si diresse comunque verso il computer.
*fare un tentativo, non uccide nessuno* pensò mentre provava ad accendere il PC.
Ed, infatti, il PC si accese.
“evviva!!per fortuna, caro il mio computer!” disse felice mentre cercava il cellulare.
Stava scrivendo un sms:

“ciao amore buongiorno!
Il PC funziona e sono così felice
Non vedo l’ora di venire da te.
Arrivo”

E scritto ciò si preparò di corsa.
L’unica cosa che le interessava era incontrare il suo amato. Si dimenticò perfino di spegnere il computer oltre che di chiuderlo! L’amore si sa..fa dei brutti scherzi.

Quando tornò a casa, Vania si cambiò velocemente e decise di andare a dormire, era troppo stanca.
Passando davanti alla finestra e vedendo la luna brillare nel cielo, non poté far altro che essere triste: “Domani Justin partirà....come farò senza di lui per tre mesi?” disse sconsolata. Il giorno seguente l’amore della sua vita sarebbe partito per tornare chissà quando...ovviamente Vania ne era poco felice.
Comunque sia decise di andare a dormire, la mattina successiva doveva svegliarsi se voleva almeno salutarlo.
Si addormentò senza troppi problemi.

Il giorno tanto triste era arrivato. Dopo i saluti di rito all’aeroporto, Vania si sentiva più sola che mai. Si avvicinò a Justin con occhi tristi:
“Vanny non guardarmi così. Ci rivedremo di sicuro” gli disse Justin abbracciandola.
“sì però...” rispose Vania quasi sull’orlo del pianto.
Justin si staccò di colpo dall’abbraccio e la baciò.
“tu sei troppo importante per me, mia piccola e dolce Sydney. ti prometto che ritornerò...” poi continuò. “comunque stasera ci vediamo e sentiamo tramite il pc!” disse tutto contento il ragazzo.
“è vero hai ragione Justin” rispose la ragazza, sentendosi un po’ rinfrancata.

L’aereo partì.
Ormai era una scia piccola e lontana quando Vania decise di tornarsene a casa.
Arrivata nella sua stanza, si avviò felice verso il computer. lo accese.
*che bello funziona!* pensò col sorriso sulle labbra.
E cominciò subito a chattare.
Era al colmo della felicità! grazie alla webcam poteva non solo scrivere ma anche vedere il suo adorato.
Però...proprio sul momento più bello, cioè quando stava per scrivere “ti amo” il computer si spense di colpo.
“ma che cos’ha questo catorcio!” si mise ad urlare Vania, piena di rabbia.
Inutile. Per quanti sforzi facesse, non cambiava il fatto che il portatile non si accendesse.
*peccato, proprio sul più bello...* pensò insoddisfatta Vania.
Ma allora prese il cellulare e scrisse un sms.
Finito di scrivere si diresse col cellulare aperto davanti al monitor del computer dicendo: “Visto? Non mi impedirai di comunicare con il mio ragazzo” fece pure una linguaccia al PC!
*sono ridicola! Me la prendo con un oggetto! di sicuro sarà guasto. Domani lo porterò a far riparare* pensò ed andò a mettersi il pigiama.
Si avviò verso il letto e per l’ennesima volta, si dimenticò di chiudere lo sportello del portatile.

Alle due di notte, la spia del computer si accese.
Iniziò a lampeggiare.
Poi, poco dopo, sullo schermo nero del computer, comparvero delle parole scritte in bianco:

“Piccola__Vania. Che ingenua che sei. Mi vuoi sfidare?quelle sono le parole che non ti farò più dire”.

Ci fu una pausa. Come se stesse pensando. Poi ricominciò:

“Piccola Vania___non ti permetterò più di vedere quell’uomo”.

Si spense. Nella stanza tornò a regnare la tranquilla oscurità.


Prossimo capitolo: i miei pensieri.


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Il tuo ricordo come una piuma diafana nel vento...

Quando morirono i miei genitori, rimasi completamente sola.
Però lei mi rimase sempre accanto, e nei momenti più duri mi consolava.
Quando piangevo perchè ero triste e sola, dormivamo abbracciate.
Poi, io ero soltanto una bambina, e lei la mia unica amica



 
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