*°Il pc e Vania - un' intrepida storia d'amore°*

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capitolo 3-i miei pensieri
view post Posted on 7/9/2008, 11:54.Citazione.
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Capitolo 3- i miei pensieri

“Ma lui può esprimersi? ”






Vania ci aveva provato più volte, in quei cinque giorni, a usare il pc.
Ma era tutto inutile.
Si accendeva normalmente, andava tutto liscio, ma quando provava a comunicare con Justin, il computer si spegneva.
Non sapeva più che fare.
Aveva chiesto a Justin cosa fare, e lui gli aveva suggerito di portarlo a far vedere, che probabilmente si era guastato, perché era impossibile che tutte le volte accadesse una cosa del genere.
E allora lei l’aveva portato.
Dopo due giorni di attesa, arrivò il verdetto definitivo:
“signorina, noi lo abbiamo controllato il portatile ma....” Disse il tecnico mentre le restituiva il pc.
“ma cosa?” disse Vania spazientita e continuò “lo devo rottamare? Che cosa devo farne?”
Il tecnico sorrise: “Signorina, il suo computer non ha niente. È perfetto, e, infatti, non capisco perché faccia così”.
*ma allora che cos’ha?* continuava a pensare Vania senza trovare una risposta ai suoi quesiti.
“probabilmente quel computer non mi sopporta” aveva detto in tono scherzoso Justin appena aveva saputo.
E ora era lì, davanti a quel monitor, cercando di capire il motivo del suo blocco.
“perché non funzioni?” gli chiese Vania, ormai disperata.
Ma il computer era muto. Com’era ovvio.
La ragazza stava ormai per perdere la pazienza.
La cosa non le dava solo fastidio, la stava facendo diventare matta.
Infatti, quando una sera accadde, la prima cosa che pensò fu: *devo essere impazzita*.

Quella sera, il delirio raggiunse l’apice.
Lei accese il pc, e il pc si accese. Fin qui tutto normale.
Poi provò ad aprire msn, e si connesse.
Poi cliccò col tasto destro sul contatto di Justin, e, tra le scelte, scelse quella che diceva: “Invia messaggio istantaneo”.
E il computer agì.
Si spense come al solito. Ma questa volta in modo diverso; la schermata divenne tutta nera.
Vania non ci vedeva più dalla rabbia.
Urlando gli disse:
“che cos’hai contro di me? Non ti ho fatto niente!!! Perché non mi permetti di parlare con lui!!!”.
*che stupida. Sto discutendo con un computer…quanto sono cretina* non ebbe il tempo per riprendere il fiato che successe quello che non si sarebbe mai aspettata.
Dalla schermata nera, comparvero delle bianche parole.

“Mi dispiace piccola__Vania. Ma ho dovuto farlo”

Vania non sapeva come reagire.
Il computer aveva parlato. Non se l’era sognato.
Il computer sapeva persino il suo nome; era terrorizzata.
Probabilmente il computer capì quello che lei stava passando e continuò:

“non preoccuparti. Piccola_Vania. Non stai impazzendo”
*e me lo vieni a dire proprio tu?* pensò Vania senza più parole.
Cerco di spegnerlo, ma era tutto inutile, il computer non si spegneva.

“è inutile. Piccola_Vania. Non mi spengo così facilmente”

Vania si sentiva presa in giro.
Con rabbia disse: “Ah, davvero? Scommettiamo?” detto ciò chiuse lo sportello. Lo prese e lo ficcò nell’armadio.
“ora voglio proprio vedere quello che farai”.
*ma lui può esprimersi? È davvero assurdo!!* penso la ragazza, ancora scossa.

Prossimo capitolo: “Non ti libererai mai di me”.


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Il tuo ricordo come una piuma diafana nel vento...

Quando morirono i miei genitori, rimasi completamente sola.
Però lei mi rimase sempre accanto, e nei momenti più duri mi consolava.
Quando piangevo perchè ero triste e sola, dormivamo abbracciate.
Poi, io ero soltanto una bambina, e lei la mia unica amica



 
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